Autore: Pro Loco Vaprio

  • Le Associazioni vapriesi

    Le Associazioni vapriesi

    Con atto di G.C. n. 42 del 13.03.2001 è stato formalmente istituito il “Registro Comunale delle Associazioni” ai sensi dell’art. 63 dello Statuto Comunale.

    Nel Registro sono inserite tutte le associazioni e gruppi di volontariato locali che ne hanno fatto richiesta.

    Al fine della registrazione, si rende necessario depositare presso gli uffici dell’Area Servizi alla Persona e alla Comunità:

    copia dello Statuto;
    nominativo del Presidente o Rappresentate Legale;
    sede dell’Associazione.
    Le Associazioni registrate devono presentare annualmente entro il 28 Febbraio il bilancio economico e programmazione delle attività dell’anno.

    Le Associazioni Iscritte possono richiedere all’Amministrazione Comunale contributi economici, locali (se adeguatamente disponibili) o riconoscimenti e collaborazioni per lo svolgimento o il finanziamento delle loro attività.

  • Diventa socio

    Diventa socio

    Chiunque può diventare socio dell’associazione Pro Loco Vaprio, è sufficiente versare la quota associativa annuale.
    Associarsi alla Pro Loco versando un contributo economico significa sostenere concretamente le diverse attività di valorizzazione e tutela del territorio in cui la Pro Loco si impegna dalla sua istituzione, inoltre per chi lo desidera l’opportunità di partecipare attivamente ai diversi progetti avviati per la realizzazione delle manifestazioni che hanno luogo nel territorio per la promozione turistica, per l’intrattenimento e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico.
    Per associarsi alla Pro Loco Vaprio è sufficiente versare la quota associativa scelta (vedi sotto) e compilare la domanda di ammissione con indirizzo e dati anagrafici disponibile presso la nostra sede e nel sito Pro Loco. L’iscrizione può essere effettuata anche durante le manifestazioni curate dalla Pro Loco.

    Socio Ordinario – quota annua € 12,00
    Socio Sostenitore – quota annua € 50,00 e oltre

    Modalità di pagamento

    1. Mediante pagamento diretto ad un membro del Consiglio Direttivo Pro Loco previo rilascio di ricevuta.
    2. c/o Sede “Pro Loco”
    3. con bonifico bancario
      IBAN IT90A0542833980000000000854
      Causale QUOTA ASSOCIATIVA “anno” + Cognome Nome Socio
  • Fotoalbum di “Vaprio saluta Leonardo”

    E’ disponibile una raccolta di foto della manifestazione “Vaprio saluta Leonardo da Vinci” del 27 settembre 2015

    Fare click qui per vedere la raccolta

     

  • La Traviata… che meravigliosa e terribile storia d’amore, la nostra

    8-9 agosto, ore 21.00, presso Villa Castelbarco

    Parigi, 40 anni dopo la morte di Violetta Valery: il giorno del suo compleanno. Alfredo Germont, ormai anziano e provato, è appena tornato dal cimitero di Montmartre. La tomba di Violetta è un giardino di camelie. Siede allo scrittoio e ricorda la meravigliosa e terribile storia d’amore. I ricordi prendono vita e la festa diventa davvero festa , il brindisi davvero brindisi. L’amore e la morte ancora una volta intrecceranno le loro storie Violetta, Alfredo e il padre Giorgio Germont scandiranno col canto le tappe inesorabili di questa opera immortale. Copione tratto da “La dama delle camelie” di Alexandre Dumas. Ideato e scritto da Matteo Peirone. Con Linda Campanella (Violetta Valery), Marzio Giossi (Giorgio Germont), Marco Ciaponi (Alfredo Germont) e Giuseppe Riva (Alfredo Germont anziano). Noli Festival music ensemble (Andrea Albertini pianoforte e trascrizioni / Livia Hagiu violino/ Claudio Giacomazzi violoncello) Consulente artistico: Francesco Bellotto Regia: Matteo Peirone. Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con il Noli Musica Festival.

    Ingresso € 15.00 su prenotazione, posti limitati – Acquista i biglietti

    Scarica il volantino “La Traviata”

    http://it.expoincitta.com/Calendario/Appuntamenti/La-Traviata-Che-Meravigliosa-E-Terribile-Storia-DAmore-La-Nostra.kl

    L’evento sarà preceduto, in data 7 agosto, da una serata gastronomico musicale presso la Terrazza Belvedere “Aspettando Traviata: a cena con Violetta”. Cena con menù di eccellenze di diversi territori (Francia, Emilia, Lombardia) e anteprima dello spettacolo.

    http://it.expoincitta.com/Calendario/Appuntamenti/Aspettando-Traviata-A-Cena-Con-Violetta.kl


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  • Chiesa di San Colombano

    Non lasciatevi ingannare dalla facciata spoglia e grigia. La chiesa di San Colombano a Vaprio d’Adda, infatti,è un monumento medievale di assoluto interesse, sia sotto l’aspetto architettonico, sia sotto quello decorativo. Un vero e proprio scrigno della scultura romanica, che all’osservatore attento, al visitatore paziente, saprà rivelare il suo tesoro, mostrare le sue meraviglie. Mantenendo, magari, i suoi secolari segreti…
    chiesa san colombano
    L’attuale edificio risale agli inizi del XII secolo, eretto, forse, su un tempio più antico, che la tradizione vorrebbe fondato dallo stesso san Colombano – monaco irlandese, straordinaria figura di evangelizzatore -, durante la sua permanenza in terra lombarda, attorno al 612.
    Rivolta con l’abside a oriente e situata alla periferia del paese, sull’alta sponda dell’Adda, la chiesa appare quasi interamente rivestita da masselli di ceppo, la pietra locale, che le conferiscono un aspetto solido ed austero. La fronte, massiccia, venne alterata da lavori ottocenteschi, soprattutto nella parte superiore (ma non meglio fecero gli sconsiderati restauri degli anni Sessanta del secolo scorso…): in basso si apre un portale strombato, con una serie di semicolonne, decorato con una fascia scolpita e da sculture inserite nelle lesene. Sui lati si trovano altri due ingressi,sormontati da lunette istoriate, mentre l’abside, caratterizzata da tre finestre monofore che sovrastano tre oculi, presenta un motivo ad archetti con una ricca cornice modanata.L’interno, ad aula unica, è semplice e maestoso ad un tempo. Un grande arco trasversale caratterizza l’equilibrio spaziale della navata, dividendola in due parti nettamente separate. Particolarmente interessante è poi la zona absidale, preceduta da tre fornici: quello centrale si apre sul presbiterio, coperto a botte, mentre i due laterali, più stretti e bassi,danno su cappelle quadrangolari con volte a crociera. Una singolare soluzione in cui risuona l’eco, si potrebbe azzardare, della monumentalità degli archi di trionfo romani (come quelli di Costantino e di Settimio Severo, per intenderci), seppur con proporzioni diverse. Ma è arduo stabilire se si tratta di una semplice “coincidenza” o di una consapevole “citazione” da parte degli anonimi costruttori romanici.

    In San Colombano, tuttavia, è soprattutto l’apparato decorativo scultoreo a suscitare la nostra ammirazione, anche se la sua interpretazione, complessiva come dei singoli elementi, è tutt’altro che agevole. Il fregio di sinistra del portale centrale, ad esempio, riporta alcune figure umane – “lette” da alcuni storici come martiri – insieme ai corpi di due animali che condividono un’unica testa: interessante, in particolar modo, la figura che afferra quella che sembra essere una palma: figura che ne ricorda una simile presente sull’ambone della basilica di Sant’Ambrogio a Milano, coevo per età, illustrante passi del libro della Genesi. Più sotto, fra altri rilievi piuttosto deteriorati, riconosciamo quello di una sirena a due code, metà donna, metà pesce, simbolo frequente di “doppiezza” e della disumanizzazione causata dal peccato.

    Decisamente suggestive sono le composizioni delle lunette delle porte laterali della chiesa. In quella meridionale compare un personaggio benedicente che impugna il pastorale: un vescovo, o un abate – probabilmente lo stesso Colombano – circondato da altre tre figure che, secondo alcuni studiosi, richiamerebbero le traversie patite dall’abate irlandese, ma che a nostro avviso, recando esse fra le mani pietre e strumenti di lavoro, alluderebbero piuttosto alla fondazione stessa del sacro edificio di Vaprio. Nella lunetta a settentrione, invece, troviamo un uomo fra due quadrupedi e un uccello: una scena enigmatica, che potrebbe essere forse “risolta” se si comprendesse quale oggetto l’uomo stringe nella mano (una clava? Un osso? O piuttosto una tromba?). Sempre all’esterno, altre due sculture “misteriose” si trovano sugli spigoli della parte absidale: una figura, forse femminile, dalla lunga veste e un personaggio a cavalcioni di un animale, di cui si intravede solo la testa (un drago?).

    In alto, fra gli archetti, si scorge inoltre una deliziosa figurina con le braccia spalancate, come a ricordare l’immagine paleocristiana dell’orante. Se questi rilievi esterni presentano una vibrante, seppur rozza,forza espressiva,le figurazioni poste all’interno della chiesa di San Colombano si caratterizzano invece per una qualità stilistica decisamente elevata, per una raffinatezza e un’eleganza che sembrano rimandare alla scultura romanica d’Oltralpe, borgognona in particolare.

    È il caso, ad esempio, del capitello del pilastro a destra del presbiterio, dove un personaggio maschile stende le mani sulle teste di due figure mostruose: un’immagine grandiosa, che potrebbe evocare, simbolicamente, il dominio delle potenze demoniache da parte del credente, con la forza delle fede e grazie all’aiuto di Dio. Insomma, una sorta di percorso catechetico scolpito nella pietra.

    (articolo di Luca Frigerio tratto da IL SEGNO, mensile della diocesi di Milano in coedizione con la diocesi Bergamo)


    AVVISO: la Chiesa di San Colombano non sempre è aperta. Per appuntamenti e richieste di apertura rivolgersi alla Parrocchia San Nicolò di Vaprio d’Adda, Piazza Chiesa 8 – tel. 029094017

     

  • Casa del Custode delle Acque

    Le prime fonti che si hanno di questa casa risalgono al 1542 nell’archivio di stato di Milano. La casa sorge sull’argine del fiume Adda dove il naviglio Martesana piega a gomito in una posizione anomala e strategica.
    La struttura è di una semplicità funzionale: una serie di stanze organizzate su due piani, un portico affacciato sul giardino e le acque di Adda e Naviglio che la circondano.
    Nel 1571 viene nominata “Casa Regia” cioè luogo deputato ai pagamenti dei dazi. Il gestore, detto camparo cioè custode, doveva riscuotere le tasse e mantenere funzionante il sistema delle acque tra naviglio e fiume. La casa era inoltre punto di attracco del traghetto che congiungeva la sponda di Vaprio a quella di Canonica; un locale seminterrato fungeva da sala di attesa per chi aspettava il traghetto e da bivacco per i barcaioli.
    La casa ha ospitato numerosi personaggi illustri tra cui la principessa di Savoia e il pittore olandese Gaspar Van Wittel nel 1719 che visitando il nord Italia si era fermato a Vaprio e proprio da questa casa fece un disegno preparatorio dal quale produrrà sette splendide “vedute di Vaprio”. Anche Leonardo Da Vinci, prima dell’edificazione di questa casa, aveva scelto quel punto per dipingere alcune vedute del fiume e studiare l’andamento che un eventuale canale (l’attuale Naviglio), avrebbe dovuto percorrere. Nel 1740-’44 un altro importante artista veneto Bernardo Bellotto vi soggiornò; sono di questo periodo le quattro “Vedute di Vaprio e Canonica”, commissionategli dal conte Simonetta; una di queste è conservata al Metropolitan Museum di New York.
    Nel tempo, cambiando gli usi, i costumi e l’economia degli abitanti, la casa ha subito una progressiva decadenza fino ad arrivare al totale abbandono nell’ultimo secolo. Nel 1781 fu effettuato un lavoro di ristrutturazione.
    Alla fine del secolo scorso un gruppo di amici, aiutando Arturo Riccioli (figlio dell’ultimo Custode) a liberare dai rovi il giardino, ha ri-scoperto un piccolo angolo di storia e da allora la voglia e le idee di ridare vita a tutta la casa non si sono mai fermate. All’inizio del 2000 si è costituita l’Associazione “Casa del Custode delle Acque” con l’intento di conservare e valorizzare questo patrimonio storico-artistico.
    Da sempre crocevia di persone e lavori, la casa oggi è pensata come un futuro centro culturale polivalente. Un costante riscontro positivo è stato dato anche dal Comune di Vaprio d’Adda. Il lavoro di recupero della Casa del Custode delle Acque è stato terminato nell’anno 2010. Durante le giornate F.A.I. del 26-27 marzo 2010 la Casa del Custode è stata aperta e sono state organizzate delle visite guidate. La sua inaugurazione si è tenuta ad ottobre dello stesso anno (guarda il video).

    Nel marzo 2014 è stata firmata la convenzione tra Regione Lombardia, Demanio Idrico e Comune di Vaprio d’Adda per la concessione gratuita della Casa del Custode delle Acque per 30 anni al Comune di Vaprio.
    L’allora sindaco Roberto Orlandi scrive: “L’accordo con Regione Lombardia – Demanio idrico per la concessione gratuita trentennale della Casa custode delle acque al Comune di Vaprio d’Adda è un grande risultato, da noi fortemente voluto e raggiunto con una trattativa lunga e impegnativa.
    Dopo la ristrutturazione della casa conclusa nel 2010 e l’apertura del museo leonardesco, questa convenzione ci consente di programmare a lungo termine attività importanti per la valorizzazione ambientale, culturale e turistica del nostro straordinario territorio, a partire dalle richieste di utilizzo che già ci vengono proposte per l’Expo 2015.
    Se poi si pensa che la struttura trarrà ulteriore beneficio dai lavori di recupero del giardino pensile e di realizzazione di un approdo per la navigazione sul Naviglio, previsti quest’anno, c’è di che essere molto soddisfatti per aver recuperato alla nostra comunità un bene architettonico di valore storico inestimabile.” –
    Decreto di concessione

    La galleria interattiva “Leonardo in Adda”

    Il 18 dicembre 2011 è stata inaugurata la galleria interattiva “Leonardo in Adda”: un luogo per scoprire e seguire lo sguardo di Leonardo da Vinci, uno sguardo scientifico, appassionato, aperto a ogni forma ed essere; un ambiente dove toccare con mano gli scritti più noti e riprodurre i suoi esperimenti.
    Tutto questo è la galleria interattiva “Leonardo in Adda”, ospitata nei locali seminterrati della Casa del Custode delle Acque e delle Arti a Vaprio d’Adda.
    La posizione della galleria non è casuale, né tanto meno azzardata. La Casa del Custode sorge fra il naviglio della Martesana e il fiume Adda, a pochi passi da Villa Melzi d’Eril, dimora che a lungo ospitò il genio leonardesco nel periodo milanese. Durante la sua permanenza, Leonardo condusse studi ed esperimenti per il trattato “Delle Acque” e ritrasse numerosi paesaggi del corso dell’Adda; concepì migliorie per le chiuse idrauliche e progettò il naviglio di Paderno per collegare il lago di Como con il capoluogo lombardo.
    Numerosi schizzi, disegni e citazioni testimoniano il suo amore per le terre, e soprattutto le acque, dell’Adda.
    La galleria “Leonardo in Adda” fa ora rivivere lo sguardo e il pensiero del genio di Vinci e li traduce per il pubblico. All’interno della Casa sono state allestite tre sale: “Il teatro del Codice Atlantico”, “Il catalogo dei moti e delle acque” e “Il trattato del paesaggio”. I visitatori, divisi in gruppi e dotati di cuffie, attraverseranno gli ambienti e, grazie alla magia del teatro, si ritroveranno nella mente del genio. Sarà possibile toccare i fogli di una fra le più fedeli riproduzioni del Codice Atlantico (realizzata da Giunti Editore e concessa in uso grazie ad un esclusivo accordo di collaborazione), scrutarne i particolari e poi osservare i differenti moti dell’acqua come li osservò e li descrisse Leonardo (nella seconda sa è stato collocato un grande acquario contenente circa un metro cubo di acqua). L’ultima sala, una videoinstallazione sui paesaggi leonardeschi, verrà ultimata entro la primavera 2012.

    Visita anche la sezione “Ecomuseo Adda di Leonardo
    Guarda il video dell’installazione teatralizzata di Koinè Teatro Sostenibile presso la galleria multimediale “Leonardo in Adda”

        

        

  • Il cibo nell’arte, l’arte nel cibo: la melagrana

    11-12 aprile 2015
    Casa del custode delle acque – via Alzaia Sud, Vaprio d’Adda
    A cura dell’associazione culturale Leonardo
    Il cibo nell'arte, l'arte nel cibo - volantino